Gli aspetti razionali dalla certezza alla standardizzazione
Il nostro percorso è partito, come concordato con tutti i gruppi di lavoro, dalla lettura fondamentale dell'opera di Denis Guedj, Il metro del mondo, Milano, Longanesi & C., 2004, che ci sta fornendo molti spunti di riflessione. Un altro testo di Denis Guedj, La Révolution des savants, Milano, Longanesi & C., 1988, e alcune fonti originali dei "cahiers de doléance" sono in via di visione da parte dei singoli componenti, con qualche difficoltà rappresentata dal fatto che sono in lingua originale (francese del Settecento) con la quale alcuni membri del gruppo di lavoro non hanno alcuna dimestichezza; questo problema porrà un confronto futuro anche con i linguisti.
Che non vi siano più sul territorio francese due pesi e due misure è una delle rimostranze che più frequentemente si può riscontrare nella lettura degli infiniti cahiérs de doléance redatti nel 1788, che simboleggiano la volontà del popolo francese di affrancarsi da quei doveri feudali esercitati dai nobili che lo vincolavano e lo opprimevano.
L’idea di unificare le unità di misura non è propria ed esclusiva della Rivoluzione Francese; già nella Bibbia era scritto che Pesi e pesi, misure e misure, due cose in orrore a Yahvè.
L’Impero Romano era riuscito a creare al suo interno un solo sistema di misurazione, impresa che verrà ritentata in seguito, ma con minor successo, anche da Carlo Magno; ed è proprio dopo il crollo dell’impero carolingio che nelle varie città e regioni di Francia fioriranno quasi duemila misure, nonostante i futili tentativi di Francesco I, Enrico II e Luigi XIV.
Anche nel resto d’Europa le cose non andavano molto diversamente: come in Russia, così anche in Polonia e Prussia ogni tentativo dei sovrani di unificare il sistema di misurazione falliva miseramente, e questo perché i vari regnanti con tale proposito andavano a scontrarsi con gli interessi dei nobili, intaccando i privilegi e i particolarismi che ne costituivano la forza.
PERCORSO:
Che non vi siano più sul territorio francese due pesi e due misure è una delle rimostranze che più frequentemente si può riscontrare nella lettura degli infiniti cahiérs de doléance redatti nel 1788, che simboleggiano la volontà del popolo francese di affrancarsi da quei doveri feudali esercitati dai nobili che lo vincolavano e lo opprimevano.
L’idea di unificare le unità di misura non è propria ed esclusiva della Rivoluzione Francese; già nella Bibbia era scritto che Pesi e pesi, misure e misure, due cose in orrore a Yahvè.
L’Impero Romano era riuscito a creare al suo interno un solo sistema di misurazione, impresa che verrà ritentata in seguito, ma con minor successo, anche da Carlo Magno; ed è proprio dopo il crollo dell’impero carolingio che nelle varie città e regioni di Francia fioriranno quasi duemila misure, nonostante i futili tentativi di Francesco I, Enrico II e Luigi XIV.
Anche nel resto d’Europa le cose non andavano molto diversamente: come in Russia, così anche in Polonia e Prussia ogni tentativo dei sovrani di unificare il sistema di misurazione falliva miseramente, e questo perché i vari regnanti con tale proposito andavano a scontrarsi con gli interessi dei nobili, intaccando i privilegi e i particolarismi che ne costituivano la forza.
PERCORSO: